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Dario Rivarossa
Pubblicato da GC domenica 13 Ottobre 2019

Ho conosciuto Dario Rivarossa, il Tassista Marino sulla chat di un amico comune di G+. Non era un bel periodo, avevo seri problemi di salute ed ero confinata in casa senza poter uscire. Dario mi offerse via web la sua compagnia e la sua disponibilità come letterato. Da quel suo primo, commovente messaggio di solidarietà altri ne sono passati, tanti quanti non saprei nemmeno dire. Chat ma soprattutto email, e poi discorsi sull’arte, sulla poesia, su come si deve tradurre un testo, e poi opinioni (sue) su testi (miei) e poi (sue) revisioni di testi (sempre miei) e poi anche una collaborazione a un libro, di cui ha scritto upure una recensione lì: blog personale, e poi, in tempi più recenti, anche uno scambio di immagini. Ormai Dario è il mio confidente letterario, il mio amico-di-tasti, il mio traduttore preferito e il mio primo lettore. La sua arguzia, la sua brillante intelligenza, la sua enorme cultura e la sua grande umanità ben dissimulata sotto il distacco piemontese a cui sempre ricorre me lo hanno reso molto caro. A lui affiderei volentieri tutti i miei libri perché li traducesse da par suo perché è il solo che conosce come funziona la mia mente letteraria, anche meglio di me stessa. Naturalmente, per ragioni pratiche, non siamo mai riusciti ad incontrarci di persona ˗ cose del tempo di internet, suppongo. Prima o poi succederà, però. Chissà. E torneremo mai a lavorare insieme? Chissà, di idee ce ne sono. Se son rose, come ama dire li mio amico Dario, fioriranno...